Società

Liking Gap: la differenza tra la realtà e la nostra percezione

Le persone ti apprezzano più di quanto credi
Foto: pixabay.com

Se sei quel genere di persona che lascia una conversazione sentendosi strana su quello che ha detto, o se hai lasciato una brutta impressione, sei lontano dall’essere solo: stai solo sperimentando il liking gap.

La buona notizia è che nuove ricerche dimostrano che sottostimiamo quanto siamo apprezzati dagli estranei. Alcuni psicologi dalla Cornell, Yale, Harvard e della University of Essex hanno effettuato un esperimento a 5 parti.

“Fare conversazione con persone nuove è una parte fondamentale della vita sociale”, scrivono i ricercatori nel loro report.

“È il modo con cui incontriamo nuovi amici e partner romantici, il modo in cui ci rilassiamo in un nuovo posto di lavoro o vicinato. È il modo più basilare con cui impariamo dal mondo”.

Il termine che gli psicologi usano per questo divario tra la nostra impressione e la realtà è liking gap.

Tendiamo a sbagliare pensando che i nostri tentativi di gentilezza siano stati ricevuti in modo sbagliato per alcune ragioni. C’è ad esempio il rischio che complimenti sostenuti non siano ricambiati, dunque siamo conservativi al riguardo. Quando questo genere di commenti sono espressi, li schiviamo facilmente, nel frattempo che ci concentriamo su come la conversazione dovrebbe proseguire.

Basandosi sulla precedente evidenza dell’esistenza del liking gap, i ricercatori hanno voluto saperne di più sul suo funzionamento.

Dopo aver confermato l’esistenza di tale gap in un piccolo gruppo di partecipanti, il team ha invitato 84 studenti per avere una conversazione di 5 minuti con un altro volontario, andando in seguito nel dettaglio riguardo la propria prospettiva riguardo alla conversazione.

È emerso che consideriamo le nostre azioni molto più negative di quanto non facciano gli altri. Anche quando i ricercatori hanno replicato lo studio su 100 non studenti in una comunità più ampia, quest’osservazione è rimasta piuttosto chiara.

Ma il liking gap, sussiste anche in conversazioni più lunghe?

In un secondo studio, hanno invitato 102 volontari a parlare per quanto avessero voluto, a patto che fosse sotto i 45 minuti.

Non importa per quanto tempo la conversazione fosse sostenuta, lo stesso numero di partecipanti ne è uscita con liking gaps simili.

Chiaramente, questa è una sorta di protezione contro il sentirci vulnerabili nell’espandere le nostre cerchie sociali.

Per determinare quando, il gap sussiste, i ricercatori hanno collaborato con uno studio longitudinale, seguendo 102 studenti di college coabitanti per un anno.

In 5 punti nel corso dell’anno, gli studenti sono stati intervistati su quanto gli fossero piaciuti gli studenti con cui condividevano la camera e su come pensavano di essere stati percepiti. Hanno scoperto, che eventualmente, le impressioni si ’sincronizzano’, chiaramente ci potrebbero volere mesi.

In ogni caso, dando retta ai numeri, è molto probabile che in casi del genere siamo i nostri peggiori critici.

“Per farla breve, consciamente le persone pesano che le loro imperfezioni siano chiaramente viste dagli altri, mentre inconsciamente, le persone stanno attuando dei comportamenti per rendere la conversazione notevolmente fluida”, riassumono i ricercatori.

Fonte: journals.sagepub.com

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