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Luca Trapanese racconta la sua storia e della piccola Alba

Luca Trapanese racconta la sua storia e della piccola Alba
Foto: nanopress.it

La storia della piccola Alba, affetta dalla sindrome di Downe del suo papà adottivo Luca Trapanese, gay e single napoletano, non smette di emozionare l’opinione pubblica italiana dal momento in cui è stata condivisa sui social.

Proprio sulla base di questa storia, Luca Trapanese ha redatto un libro autobiografico dal titolo “Nata per te. Storia di Alba raccontata tra noi”, con la collaborazione dello scrittore Luca Mercadante.

Il papà della piccola Alba, Luca Trapanese, si è “sottoposto” ad una lunga intervista, in cui gli è stato chiesto se si fosse mai aspettato una così immediata ed ampia attenzione mediatica anche a distanza di mesi dalla notizia dell’adozione. La risposta di Luca, uomo molto umile, è stata la seguente: “No, non l’immaginavo. O almeno, non credevo di questo tipo.”

Successivamente aggiunge: Pensavo che la mia storia potesse fare notizia essendo straordinaria, non certamente in riferimento alla mia persona ma secondo l’accezione piena del termine: fuori dall’ordinario. Immaginavo che qualcuno ne avrebbe parlato, ma non che la mia pagina Facebook arrivasse ad oltre 12.000 “mi piace”.” E poi aggiunge: Mi arrivano 500 messaggi al giorno. È dunque una reazione inaspettata, ma che fa riflettere sul desiderio di cambiamento da parte di tante e tanti.”

Nel libro che ha scritto con Luca Mercadante, il giovane padre single parla anche del percorso, lungo e difficile, che ha dovuto fare per ottenere l’adozione definitiva della piccola Alba.

Avevo un incondizionato desiderio di paternità

Ho prima fatto un’iscrizione al registro dei single presso il Tribunale dei Minori di Napoli, che consente di prendere in affido bambini che non riescono a essere collocati sulla base dell’art. 44 delle legge 184, che ne disciplina i casi particolari.”

Poi aggiunge: “La richiesta è stata fatta a Gennaio del 2017 e sono stato convocato a Luglio dello stesso anno. Mi hanno affidato Alba prima solo per il periodo delle vacanze estive, durante le quali il tribunale continuava a cercare una coppia disponibile, che l’adottasse definitivo. Poi a Settembre, non essendoci stata nessuna coppia, ho iniziato il percorso di affido pre – adottivo con colloqui periodici con gli assistenti sociali e i giudici.” E’ proprio con essi che Luca ha valutato il percorso che faceva con Alba. Ad aprile 2018 ha presentato la domanda di adozione speciale ex lege 184/83, art. 44 e a Giugno 2018 ha avuto il decreto definitivo dell’adozione.

Ben sette coppie rifiutarono Alba prima che Luca si prendesse amorevolmente cura di lei.

Alla luce della sua storia con la dolcissima Alba, Luca Trapanese ha dato una sua personale valutazione sulle norme italiane che regolano l’adozione. “Da un lato sono felice, perché ho ottenuto quello che volevo e quindi uno spazio vuol dire che c’è. È vecchio il concetto di famiglia sottesa nella Legge 183. Oggi sono moltissimi i single, così come ci sono moltissimi conviventi, coppie di fatto e coppie omosessuali. Quindi credo che sia una Legge da rivedere”.

Luca Trapanese si domanda inoltre: “Un single che vuole adottare un disabile ci può riuscire davvero?” e, da solo, cerca di darsi una risposta. Così afferma: “Ovviamente ci vuole una certa predisposizione al riguardo”.

“Personalmente io ho sempre considerato la disabilità non un problema ma un’opportunità. Ma un altro single, che ha desiderio di avere un figlio e non è preparato ad avere un figlio disabile, perché non può adottare un bambino normodotato ed entrare in lista come le coppie cosiddette tradizionali?

Sulla base di questa sua concezione, egli non è assolutamente d’accordo con chi crede che i bambini con due genitori dello stesso sesso non possano avere una crescita armonica rispetto a chi cresce con una mamma ed un papà.

Alba ha ben chiaro qual è la sua famiglia e quali sono le figure che ruotano intorno alla famiglia: io e lei. Alba non crescerà in maniera diversa da altre bambine, perché figlia di un papà single.

A Luca è stato infine chiesto: “Ci troviamo in un periodo in cui a farla da padrone è una classe politica xenofoba, razzista ed omofoba. A quanti delle destre vanno parlando di famiglia tradizionale, cosa ti sentiresti di rispondere?”. Egli ha prontamente risposto:La famiglia “tradizionale”, composta da mamma e papà legati da un vincolo stabile, non esiste più come modello generale e unico.

E poi si giustifica dicendo: “Non esiste più perché sono tramontate le tradizioni dei nostri nonni e dei nostri genitori. Esistono pertanto vari modelli familiari che non collidono con quello cosiddetto tradizionale, ma l’accompagnano e lo completano in un ottica di società plurale. Non credo ci sia altro da aggiungere.”

Quella di Luca Trapanese e la piccola, dolcissima Alba è una storia a dir poco toccante. Ma soprattutto, fa riflettere. Funge da esempio per chi, come Luca non si vuole arrendere a formare una famiglia. Lui ha lottato e donato tutto il suo amore incondizionatamente e senza limiti alla piccola Alba.

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