Società

Matrimoni gay anche in Chiesa per acquisire nuovi fedeli

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Rory e Rhys, durante la loro cerimonia di nozze. Foto di Jim Elliott

Tutte le chiese dovrebbero celebrare matrimoni gay per acquisire nuovi fedeli. E’ quanto emerge da uno studio effettuato dagli accademici dell’Università di Leeds e York, nel Regno Unito. Gli studiosi ritengono infatti che l’apertura verso questi nuovi servizi sarebbe un marchio positivo per un luogo di culto.

L’impegno a celebrare nozze tra persone dello stesso sesso fornirebbe un pretesto per articolare meglio e ampliare i valori a un pubblico più ampio.

La Chiesa diverrebbe maggiormente nota come la chiesa gay, se si aprisse alle celebrazioni LGBT.

In Inghilterra sono più di 40mila i luoghi di culto che permettono alle coppie eterosessuali di sposarsi. Aprirsi alle coppie gay sarebbe qualcosa di distintivo e unico da promuovere.

Una chiesa battista lo ha fatto e ne ha beneficiato in termini di visibilità e l’ha posizionata più in alto in un mercato ormai globale. Il suo responsabile ha dichiarato: “Come chiesa al centro della città, questo ci ha posizionato meglio sul mercato e molti sono venuti anche dai paesi vicini. Ci hanno attribuito una connotazione positiva e non negativa come si potrebbe pensare superficialmente”.

Lo fanno già anche le chiese unitarie, che sono circa 170 nel solo Regno Unito. Circa il 44% delle chiese si sono registrate per poter celebrare matrimoni di questo tipo. La percentuale più alta di tutto il Regno Unito.

Le chiese che hanno optato per questo tipo di culto hanno attirato nuovi membri e i fedeli sono stati attratti dalla filosofia liberale e in un luogo più accogliente che in altre parti dell’isola.

Questo ha creato anche una sorta di indotto. Molti ministranti e persone che hanno voglia di dare una mano si sono infatti unite a queste congregazioni.

Rory Castello Jones, 30 anni, ha sposato il suo marito Rhys, anche lui trentenne nella cappella di Gellionnen nel Galles occidentale nel mese di agosto dello scorso anno. Entrambi avevano in precedenza partecipato a chiese di diverse denominazioni, ma hanno riscoperto la loro fede dopo il matrimonio. 

Rory ha dichiarato: “Non avevo mai sentito parlare di questa chiesa unitaria. Io non vado in chiesa quasi mai e non ero molto religiosa prima. Ma volevamo sposarci e mio marito voleva che la cerimonia si svolgesse i una cappella perché è originario di quella zona. inizialmente si pensava di farlo nella cappella di famiglia, ma la proposta era stata bocciata dalla famiglia. Così abbiamo deciso di farlo a Gellionnen”.

Da quando la chiesa ha aperto a questa nuova utenza i numeri sono aumentati notevolmente. Nella piccolissima cappella si è addirittura triplicato il numero di fedeli.

Derek McAuley, direttore dell’Assemblea Generale delle Chiese Unitarie libere cristiane, ha dichiarato: “Abbiamo visto che le persone si uniscono e diventano attive in ​​diverse congregazioni locali come risultato diretto della nostra posizione accogliente al matrimonio dello stesso sesso.”

Resta comunque ancora il divieto per le coppie gay di sposarsi nella Chiesa d’Inghilterra e anche molte altre religioni rifiutano matrimoni tra persone dello stesso sesso.

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Rory e Rhys, durante la loro cerimonia di nozze. Foto di Jim Elliott

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