In via Cavour 23 a Popoli, nella provincia pescarese, il silenzio dei terremoti viene rinchiuso e sbaragliato dai romanzi e dalle pagine di storie e libri. È la libreria di Paolo Fiorucci, nonché una delle pochissime attività commerciali, che dopo il terremoto del 2009 è riuscita a fiorire nel centro storico di Popoli. Un atto di coraggio si potrebbe pensare. In realtà è il futuro e la voglia di normalità che si riprendono una delle città più ferite dal terremoto che ha squassato l’Aquilano.

Paolo Fiorucci allora apre una libreria.

Un antro di soli dodici metri quadri, attaccato alla Chiesa della Santissima Trinità. Paolo è un trentacinquenne originario di Chieti. Nella sua vita ha fatto di tutto: laureato in lettere, poi operaio tessile, suonatore di liscio, sassofonista in una band e persino il portiere di notte. Poi il colpo di genio. Temerario o forse visionario, Paolo Fiorucci decide di diventare anche un libraio, e da giugno a settembre diventa anche “Il libraio di notte”. La sua libreria rimane infatti aperta fino all’una, sfruttando così i flussi turistici che interessano la zona.

Tutto nasce quando Paolo era un portiere notturno. Il tempo per leggere e per pensare era tanto. E a dieci anni da quel sei aprile, le carte devono essere rovesciate: bisogna reinventarsi. È nato così “Il libraio di notte”, con una piccola insegna in legno e al centro di un centro storico che a fatica cerca di rifarsi. Paolo Fiorucci però osa, si mette in gioco, pensa al passaggio di turisti che potrebbero scegliere la passeggiata nel borgo piuttosto che il mare.

Finora gli affari non vanno male, si punta alla selezione e alla ricerca di volumi inediti. L’idea è poi quella di arricchire i magazzini con i libri che riguardano la terra dell’Abruzzo. La sfida invece è quella di far crescere ancora di più intorno al “Il libraio di notte” una rete di iniziative che coinvolgono locali, serate musicali e presentazioni.

E allora la libreria di Paolo Fiorucci non è solo la vendita di libri, non sono solo mensole.

È un luogo di incontro dove i libri e la gioventù del paese indicano un cambio rotta che si può, o meglio si deve inseguire. Le storie e i libri possono cambiare le sorti, risucchiano il silenzio dei paesi, vittime anche di uno spopolamento che mangiucchia le menti giovani, e fa emigrare e allontanare. Le cose però possono cambiare. Lo ha dimostrato Paolo Fiorucci, il libraio di notte, con la sua libreria e i suoi libri che sanno ancora di vita.

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Riguardo l'autore

Giovanna Nuzzo

Giovanna Nuzzo

Vent'anni, radici nel Salento ma trasferita a Bologna dove studia per diventare giornalista. E' impegnata nel volontariato da quando aveva quattordici anni con un'associazione locale. Da qualche anno insegna italiano in una scuola per migranti e rifugiati politici di Bologna. Vive di passi, viaggi e sorrisi. Con il cuore a Sud, sogna di tornare nel suo paese e vivere di quello che sarà il suo lavoro.

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