Società

Poliziotta allatta il figlio di una detenuta e viene promossa

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La poliziotta Celeste Ayala ha allattato il figlio di una detenuta perché continuava a piangere e per questo gesto è stata promossa da sergente a ufficiale.

A volte ci sono dei gesti inaspettati e spontanei che scaldano il cuore e commuovono il mondo. Recentemente, la poliziotta Celeste Ayala di Buenos Aires era impegnata nel suo turno di sorveglianza in un ospedale. Si tratta dell’Ospedale dei Bambini di La Plata, a circa 60 km da Buenos Aires. Tra i corridoi ha notato 6 fratelli, soli e malnutriti, che piangevano. La madre di questi bambini era stata arrestata poco prima e loro erano stati portati lì dagli assistenti sociali.

In particolare, è rimasta colpita dal più piccolo dei fratelli. L’ospedale era pieno di lavoro e lo avevano definito un bambino sporco, lasciandolo in preda al pianto.

Allora Celeste non ha esitato nemmeno per un attimo.

La donna, neo mamma, ha preso il bambino fra le sue braccia e lo ha allattato, calmando il suo pianto. “Ho visto che era affamato e si metteva la mano in bocca, quindi ho chiesto di poterlo abbracciare e allattarlo al seno. Mi ha spezzato l’anima vederlo così”, ha dichiarato Celeste.

In quegli istanti, il suo collega Marcos Heredia le ha scattato una foto e l’ha pubblicata su Facebook. “Voglio rendere pubblico queste gesto d’amore che hai fatto oggi con quel bambino – si legge nel post. – Senza conoscerlo, non hai esitato e hai agito come se fossi sua madre, senza curarti della sporcizia e dell’odore come hanno fatto invece i dottori. Cose del genere non si vedono tutti i giorni”.

Il suo gesto d’amore non è passato inosservato.

Ls foto è diventata virale rapidamente, commuovendo tutto il mondo. Pochi giorni dopo, il ministro Cristian Ritondo ha chiesto di ricevere Celeste. “Volevamo ringraziarti di persona per questo gesto di amore spontaneo che è riuscito a calmare il pianto del bambino”, ha spiegato il ministro. Durante il loro incontro, Ritondo ha deciso di promuoveere Celeste a capo della polizia di Buenos Aires. “Abbiamo ricevuto Celeste, l’agente che ha allattato un bambino nell’Ospedale dei Bambini di La Plata per comunicarle la promozione”, ha raccontato in seguito Ritondo. “Abbiamo voluto lodare di persona quel gesto d’amore spontaneo che ha calmato il pianto del bimbo abbandonato. Questa è la polizia che ci rende orgogliosi, questi sono gli agenti che vogliamo avere”.

Altri casi simili sono avvenuti in altre parti del mondo.

Lo scorso giugno, nell’India meridionale, l’agente Archana, madre di un bimbo di 3 mesi, stava svolgendo il suo turno di servizio a Bangalore. Passando davanti ad un cassonetto dell’immondizia ha ritrovato un neonato abbandonato in una busta di plastica. Tempestivamente lo ha liberato e lo ha allattato.

E ancora: nel 2016, in Colombia, l’agente Camilla Catalano ha ritrovato una bambina abbandonata nella foresta. La neonata, affamata ed infreddolita, piangeva a dirotto. Allora Camilla l’ha presa fra le sue braccia e le ha offerto il suo latte materno, consolandola e riscaldandola fino all’arrivo dei soccorsi. “Sono anch’io mamma da poco, anch’io ho il latte e so ciò di cui hanno bisogno queste creature”, ha spiegato poco dopo.

Questi grandi gesti, seppur rari, hanno tanto da insegnare. Queste donne dimostrano che, oltre alla divisa, hanno un animo puro e gentile. Non esitano a offrire se stesse a bambini che hanno bisogno solo di un po’ di amore.

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