L’aspetto interessante della Formula E non riguarda solo lo sport, e nella sua tappa a Roma ha espresso tutto il suo potenziale, facendo restare stupiti anche i suoi detrattori più accaniti.

Ma cos’è questa Formula E? Si tratta di una serie automobilistica ideata dalla FIA (la federazione internazionale dell’automobile) dedicata esclusivamente alle auto spinte da motori elettrici.

La categoria è stata ideata nel 2011 ma il primo gran premio si è tenuto a Pechino il 13 settembre 2014. La serie è basata sulla partecipazione di vetture perfettamente identiche con molte componenti standardizzate. Ogni anno i costruttori ci hanno creduto e sono aumentati. Attualmente il campione del mondo in carica è Lucas Di Grassi mentre per le scuderie ha prevalso la Renault.

La potenza massima di queste monoposto oggi è di 200 kW e il consumo massimo consentito in gara è di 28 kWh. Queste vetture sono in grado di passare da zero a 100 in 3 secondi, con una velocità massima di circa 230 km/h.

Guardare una di queste gare fa sicuramente specie. Perché non si sente il rumore tipico delle monoposto della più blasonata categoria di F1, ma sembra quasi un’atmosfera surreale.

Poi, il fatto che i circuiti siano tutti nelle più grandi metropoli mondiali, fa acquisire alla gara un sapore certamente più verace, rispetto al circuito fatto appositamente per le monoposto.

Ma allora come è andata la corsa Romana che si è tenuta nello scorso weekend? Mentre in tanti, scettici riguardanti il mondo delle corse, si aspettavano la classica “figura all’italiana” sono rimasti stupiti non solo dal modo in cui queste auto da ben quattro anni rivoluzionano le corse in Formula ma anche dallo spettacolo che, grazie anche allo scenario spettacolare che solo la nostra capitale può offrire, questa competizione ha regalato agli spettatori.

Ora si attende la successiva a Parigi, non meno bella e affascinante della nostra amata Capitale.

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Riguardo l'autore

Daniele D'Amato

Daniele D'Amato

Direttore Responsabile. Giornalista, fotografo e insegnante; lauree in Scienze della Comunicazione e in Sociologia e Ricerca Sociale; masters in DSA e in ADHD. Fondatore e Presidente dell’associazione fotografica Photosintesi per 10 anni; fondatore e direttore editoriale della testata fotografica IVISIVI; Amministratore dello studio fotografico Comunickare; Collaboratore di “Fotografia Reflex”; docente di Linguistica delle immagini e Metodologia del Portfolio nelle scuole di fotografia; fondatore e Presidente del Collettivo Fotografico Xima.

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