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Nike Vaporfly: le scarpe che fanno correre più veloce

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Uno studio condotto sulle prestazioni degli atleti afferma che le nuove scarpe Nike Vaporfly migliorano le loro prestazioni del 4%. Le scarpe sono state introdotte sul mercato l’estate scorsa e, su un sito italiano, sono state messe in vendita a poco più di 250 euro.

La loro particolare forza è contenuta in una lamina d’acciaio inserita nell’intersuola. Questa infatti fa risparmiare energia e dà una maggiore spinta perché accumula e rilascia energia ad ogni passo. Il risultato è appunto questa maggiore velocità che può significare una manciata di minuti decisivi in una maratona.

Nike ha finanziato uno studio realizzato dalla University of Colorado e pubblicato su Sports Medicine.

Sono stati analizzati 18 atleti maschi di alto livello con diverse velocità. Al termine dello studio è emerso che chi indossava le Vaporfly aveva in media il 4% di energia in più alla fine della gara. Inoltre la loro velocità era migliorata della stessa percentuale in una maratona di circa 3 ore.

Il giornalista Kevin Quealy, invece, ha condotto e pubblicato su New York Times uno studio più complesso. Attraverso Strava, un’app utilizzata dagli atleti come un social network, ha raccolto i dati sulle loro prestazioni e sul tipo di scarpe utilizzate. Lo studio doveva essere condotto su molte gare e altrettanti atleti per assicurarsi che la scelta delle scarpe fosse casuale.

I risultati di 280mila maratone e 215mila mezze maratone corse dal 2014 a oggi sono stati analizzati con quattro metodi differenti, al fine di misurare l’incidenza delle scarpe sul risultato.

A prescindere dall’età, dal genere, dalla velocità e dal livello di allenamento degli atleti, chi ha indossato Vaporfly ha ottenuto risultati migliori.

Il primo metodo si basa sulla previsione, incrociando i dati degli atleti con le scarpe utilizzate. Si considerano le condizioni della gara e del meteo, l’età, l’allenamento e i risultati precedenti. Purtroppo non è uno studio controllato, perché la scelta delle scarpe non è casuale e alcuni atleti migliori potrebbero scegliere le Vaporfly di proposito. In ogni caso le Vaporfly riportano questa percentuale di miglioramento nelle prestazioni di questi atleti.

Nel secondo caso si prendono in esame atleti partecipanti alla stessa gara che hanno conseguito risultati diversi. Ad esempio, Tony Kharitonov (49 anni) e Marios Athineos (42) hanno mancato l’obiettivo di correre nella maratona di Boston del 2017 in meno di tre ore. Ad aprile hanno corso di nuovo con scarpe diverse. Con le Altra Solstice, Kharitonov ha impiegato 3 ore e 7 minuti. Athineos, con le Vaporfly, 2 ore e 59 minuti.

I risultati parlano chiaro, eppure entrambi hanno dichiarato che le scarpe non hanno avuto alcuna influenza sulla loro corsa.

Inoltre, dei 1275 corridori che hanno partecipato alla maratona di Boston del 2017 e del 2018, 52 sono passati alle Vaporfly nell’ultima. E, tra questi, circa l’85% ha migliorato i tempi. Successivamente sono stati analizzati esclusivamente atleti che sono passati a un nuovo modello di scarpa. Tra questi, Glenn Kasin (49 anni) ad esempio, ha sempre cambiato scarpe nelle 5 maratone a cui ha partecipato dal novembre del 2015. Dopo la maratona di Houston di gennaio, in quella di Boston è migliorato di ben 18 minuti con le Vaporfly. Certamente hanno influito anche le condizioni meteo ed il rigido allenamento, ma le scarpe hanno contribuito in buona parte.

Nel database analizzato dal New York Times inoltre, 4000 atleti che hanno sempre cambiato scarpe in più di 5 maratone sono migliorati con le Vaporfly. Nell’ultima analisi hanno misurato le probabilità di raggiungere un record personale. In questa, però, anche se il risultato finale ha sempre puntato il dito sull’efficienza delle Vaporfly, non si sono considerati tutti gli altri fattori. Il risultato è più comprensibile, ma sono venuti meno i dati personali dell’atleta, le condizioni meteo ed il tipo di gara.

Tutti i metodi sperimentati portanto ad un risultato positivo con le Vaporfly, eppure nessuno di questi è completamente affidabile.

Purtroppo non tutti gli atleti hanno inserito dati precisi sulle loro scarpe e altri hanno utilizzato nomi diversi per identificare le Vaporfly.

Molto spesso sono prese in considerazione solo scarpe famose, con rischio di escluderne altre meno conosciute ma più efficaci. In più di 500 gare sono emerse solo 50 scarpe tra le più diffuse. Come spiega lo stesso Quealy: “è impossibile controllare ogni fattore che incide sulla prestazione di una maratona. Ma abbiamo prove che sia veramente la scarpa”.

D’altra parte però il risultato può essere considerato attendibile vista la larga scala del campione utilizzata. A questo si aggiunge il confronto con lo studio di Nike. Da tale esame emerge che chi ha corso con le Vaporfly e poi le ha sostituite, ha peggiorato il proprio esito. Nello specifico, in 24 gare dopo l’utilizzo delle Vaporfly, 17 sono state più lente e solo 7 più veloci.

A questo punto ci si deve chiedere se le Nike Vaporfly sono illegali o meno.

Queste scarpe offrono letteralmente una marcia in più. In passato, sono state dichiarate illegali palline da golf con una traiettoria più dritta, costumi da nuoto che galleggiano meglio e una sostanza appiccicosa che migliora la presa sulla palla da basket.

A tal proposito, la International Association of Athletics Federation (IAAF) che regola gli sport dell’atletica, risponde in modo confuso. “Non devono essere costruite per dare agli atleti nessun vantaggio o aiuto ingiusto”. Eppure non chiarisce i dettagli. In ogni caso, le Nike Vaporfly sono terminate tutte in poco tempo nonostante i prezzi decisamente poco convenienti.

Ora sono disponibili solo di seconda mano a circa 340 euro. La nuova versione, Elite Flyprint, invece, si vende a 550 euro e a un numero limitato di atleti della maratona di Londra.

Un portavoce della IAAF chiarisce che non c’è alcuna prova che siano illegali nelle competizioni. E, visti i risultati ottenuti, le Vaporfly potranno migliorare il futuro dell’atletica.

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