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Scommette una cena e fa 360 km in bicicletta in 12 ore

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Rita Stefano
Scritto da Rita Stefano

Scommette una cena senza limiti con gli amici che riuscirà a fare Casarano-Matera e ritorno in giornata e in bicicletta. Si tratta di un percorso di 360 km da fare pressoché senza soste.

Leonardo, casaranese di 50 anni, è socio insieme ai fratelli di una catena alimentare Conad ed è da sempre appassionato di viaggi. Nella sua vita ha avuto l’opportunità di esplorare numerosissimi posti e, incuriosita per la strana scommessa che nel piccolo paese salentino girava da giorni, ho deciso di incontrarlo per intervistarlo su questa particolarissima scommessa. L’avventura lo ha portato con sei suoi amici nello scorso mese di Aprile a fare Casarano-Matera andata e ritorno in bicicletta.

Ciao Leonardo. So che ha intrapreso questo viaggio per via di una scommessa, ma più precisamente di cosa si tratta?

In realtà non è stata propriamente la scommessa a farmi compiere questo viaggio: quello di recarmi in questa bellissima città era un mio desiderio. Un giorno andai a trovare un mio caro amico, funzionario dell’arma, che esercitava il suo compito proprio lì e insieme facemmo un giro ai Sassi di Matera. Durante la permanenza, pensammo a quanto sarebbe stato bello andarci in bicicletta, facendo sia andata che ritorno. Molti miei amici pensavano che sarebbe stato un gesto estremo, quasi impossibile. Fu proprio in questo momento che subentrò la scommessa. Decisi di provarci con la consapevolezza che, nel caso in cui non fossi riuscito, avrei dovuto pagare una cena “senza limiti” per tutti.

La meta quindi è stata decisa in modo cioè del tutto casuale.

Esatto. Non ci sono stati dei particolari motivi che ci hanno spinti in quella direzione. E’ semplicemente un luogo ben conosciuto dal mio amico, il quale ha avuto subito il piacere di consigliarcelo.

A Matera ha trascorso pochissimo tempo; ha assaggiato qualche piatto caratteristico del posto?

Purtroppo no. Le nostre uniche fermate avevano lo scopo di rifornirci d’acqua, essenziale durante questo lungo tragitto e duravano veramente poco, circa 10-15 minuti.

Si sente di consigliare questo luogo per una vacanza come la sua?

Matera è una città sicuramente bellissima, con un paesaggio davvero attraente e numerosi intrattenimenti. Non solo mi sento quindi di consigliare questa meta, ma anche la modalità con cui l’ho raggiunta. Per esperienza personale, consiglierei inoltre di non viaggiare così tanto a lungo sotto il sole in piena estate, dove si arriva anche a 40 gradi all’ombra. –ride–
Noi abbiamo rimandato varie volte, ma alla fine l’abbiamo fatto e ne è veramente valsa la pena. Viaggiare in bicicletta mi dà un’enorme carica e lo reputo molto rilassante!

Cosa ha portato con sé durante il viaggio?

Soltanto acqua e sali minerali, utili per rimettermi in forza quando mi sentivo un po’ debole a causa della continua perdita di calorie. Pensa che solo nell’arco di quelle 12 ore, ho perso ben 4 kg! Essi sono stati quindi indispensabili per la produzione di energia e per il  mantenimento dell’equilibrio idrosalino, ma li ho ovviamente assunti in modeste quantità per non fare in modo che il mio organismo si abituasse a quelle sostanze.

La bicicletta è stata la sua casa ambulante per tutta la durata del tragitto. La scelta di utilizzare questo mezzo di trasporto è stata libera?

Non la definirei proprio così. Casa è un luogo in cui puoi trovare rifugio, sicurezza e soprattutto star comodo – ride –, mentre in questo caso non è stato proprio così.  E’ stato molto più duro di quanto si possa immaginare.

Ha già percorso un tratto così lungo in bicicletta prima d’ora?

In realtà no. Ho partecipato a vari eventi e gare ciclistiche, ma non avevo mai vissuto un’esperienza del genere.

Quali sono secondo lei i lati positivi e quelli negativi di viaggiare in bicicletta?

Il ciclismo è uno sport che può metterti in competizione con tante persone, anche molto competenti a seconda di ciò che fai, ma per me è stato differente. In questo caso è stato mettere alla prova me stesso, un modo per superare i miei limiti. Questi sono sempre stati la paura di non farcela e la preoccupazione di reggere la grande fatica, anche fisica, che un viaggio del genere comporta.

Da ragazzo non ho mai praticato alcuno sport; ho iniziato ad andare in bicicletta quand’ero già abbastanza grande, circa all’età di 42 anni, quindi da 8 anni a questa parte. Fin da subito, pedalare ha significato per me evasione e completo distacco dalla realtà e dai problemi quotidiani.

L’unico ma grande lato negativo, se possiamo così definirlo, è l’impegnativa preparazione che precede una gara, o una simile avventura on the road. In molti istanti, nonostante l’allenamento, non è stato affatto semplice per me. La stanchezza si è fatta sentire e non nego che, una volta tornato, avevo la schiena dolorante e la stanchezza era così tanta da non avermi neanche fatto cenare quella sera!

E’ appassionato di viaggi? Dove le piace andare solitamente con la sua bicicletta?

Beh, a chi non piace viaggiare! Io ho avuto la grande fortuna di farlo spesso, andando a visitare numerosi posti anche molto lontani da qui, tra cui America, Africa, Mosca, parte del Nord Europa e alcuni Paesi dell’Est. Proprio per questo prediligo l’aereo, che giudico come miglior mezzo di trasporto soprattutto per spostamenti così considerevoli.

Quali erano i suoi timori e le sue aspettative prima di partire?

La mia preoccupazione più grande era quella di non riuscire a raggiungere l’obiettivo. Come ho già detto, serve una buona preparazione fisica, ma anche mentale. Quando ti trovi davanti a una simile situazione, puoi contare solo su te stesso e sulle tue forze.

Nessuno può pedalare al tuo posto; sei tu che devi armarti di una grande forza d’animo ed andare avanti! Teniamo inoltre presente che se non fossi riuscito ad arrivarci, avrei dovuto pagare una cena non proprio economica per tutto il gruppo! – ride ancora – quindi ci tenevo molto a dimostrare di essere in grado di portare a termina la scommessa.

La mia più grande aspettativa era proprio quella di riuscire a superare questi limiti e tutto ciò ha contribuito a fortificarmi, rendendomi più forte e determinato a raggiungere quelli che sono i miei desideri.

Cosa ha significato per lei questo viaggio?

E’ stato assolutamente gratificante. Ho capito che le paure erano solo degli impedimenti e non avrebbero potuto farmi vivere al meglio quest’esperienza. Per questo ho cercato di metterle da parte e attenuarle nel miglior modo possibile. Sono riuscito nel mio intento e ne sono davvero felice.

Il pegno di questa scommessa sembra folle e non passa sicuramente inosservato. Qual è stata la reazione dei suoi amici quando ha accettato questa sfida?

Sono stati sicuramente molto contenti. Percepivo nei loro occhi un grande entusiasmo: è sempre bellissimo cimentarsi in situazioni differenti tra loro, soprattutto per chi, come noi, ha uno spirito coraggioso e intraprendente. Al tempo stesso erano un po’ preoccupati per la buona riuscita del viaggio, poiché non avendo in mente un preciso percorso da seguire, tutto appariva più arduo ma, non lo nego, anche più intrigante.

Qual è stato il momento più significativo di questa avventura a Matera?

Il momento più importante di questo viaggio è stato il raggiungimento della meta. Nonostante l’arrivo a Matera costituisse solo metà percorso, è stata una tappa molto significativa per me. Ricordo ancora lo stato d’animo provato in quel momento. Una profonda soddisfazione mi ha invaso il cuore. E’ sempre molto bello poter dire “ce l’ho fatta”.

Ci sono stati imprevisti?

No, fortunatamente nessun imprevisto. Tutto è andato per il verso giusto, motivo in più per essere contento!

Non ha viaggiato da solo, ma con altri suoi compagni di viaggio, oserei definirli. Quali strade avete percorso?

Sì, eravamo in totale 7 ciclisti. Il percorso è stato il seguente: partendo da Casarano abbiamo sostato brevemente a Nardò, per poi attraversare Taranto e paesi limitrofi, arrivando a Monterrone. Per il ritorno siamo partiti proprio da qui, andando verso Castellaneta, Palagiano, Massafra, Taranto, San Giorgio Ionico e Sava per un totale di 81 km. Da qui abbiamo poi attraversato Manduria e nuovamente Nardò, per arrivare a Casarano, la nostra destinazione.

Ha in mente altre scommesse del genere?

Anche se è stata una bellissima esperienza, che auguro a tutti di fare almeno una volta nella vita, non la rifarei. Una grande forza di volontà mi ha accompagnato per tutto il tempo, ma non so se sarei in grado di affrontare nuovamente un impegno così grande. E’ stato davvero molto difficile, quasi estenuante alla fine.

A questo punto non posso fare altro che fare i complimenti a Leonardo per il suo coraggio e la sua tenacia. Ritengo che nonostante tutto, un viaggio sia sempre un’ottima occasione per crescere sotto tanti punti di vista. Ammirevole poi la scelta della bicicletta come compagna di viaggio e concludo con le parole di un proverbio indiano: viaggiando alla scoperta dei paesi troverai il continente in te stesso.

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Riguardo l'autore

Rita Stefano

Rita Stefano

Nasce all'inizio dell'estate del nuovo millennio, qualche giorno prima del previsto perché la cicogna non vedeva l'ora di atterrare. E' una ragazza alla mano, simpatica e solare; riesce a trovare il lato positivo in ogni cosa. Non ha peli sulla lingua e perciò è molto schietta e diretta, spesso con il rischio di sembrare inopportuna. Frequenta il Liceo delle Scienze Umane e il Conservatorio Internazionale ABRSM. Le sue giornate vengono scandite dal suono del pianoforte, al quale corrisponde un'emozione per ciascun tasto suonato ogni volta. Ama le lingue, viaggiare e immortalare i momenti più belli delle sue avventure attraverso la fotografia.

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