Le donne in Medio Oriente vogliono fare sport, desiderano fare tutto ciò che vogliono.

Così Shadia Bseiso, prima wrestler araba senza veli, promuove la sua causa a favore della libertà femminile nelle zone del mondo in cui è ancora negata.

La donna, trentunenne, nata ad Amman (Giordania) in una famiglia della media borghesia, si è laureata in economia all’American University di Beirut e ha esordito come speaker in una trasmissione radiofonica negli Emirati. Anche grazie alla sua bellezza, poi, ha iniziato le sue comparse nel piccolo schermo presentando un paio di talent show molto popolari nel suo Paese e partecipando in alcuni spot pubblicitari per Emirates e Nike.

Lo sport è sempre stato il più grande amore della sua vita, per questo è diventata un’atleta di jiu-jitsu ed un’insegnante di crossfit.

La svolta per lei è arrivata lo scorso anno. Durante un progetto della WWE (World Wrestling Entertainment), mirato ad assumere gli atleti più forti del mondo, Shadia si è presentata insieme a circa 40 atleti tra uomini e donne provenienti principalmente dall’India e dal Medio Oriente.

L’atleta era stata inizialmente scelta come presentatrice durante le tappe di WWE negli Emirati ma la sua bravura ha colpito l’azienda americana, che l’ha reclutata come lottatrice.

La notizia ufficiale è arrivata il 7 dicembre scorso: durante un incontro tra due wrestler americane ad Abu Dhabi, Shadia era comparsa sul ring in abito da sera. “Come va, Abu Dhabi?”, aveva detto in arabo. “Presto vedrete anche me combattere con loro!”. E dal pubblico si erano levati cori d’approvazione: “Shadia! Shadia! Sei la nostra speranza!”. Molte donne avevano visto in lei un futuro migliore e si erano commosse fino alle lacrime sentendo quell’importante annuncio.

Tutto questo fa parte di una mossa strategica della WWE mirata all’internazionalizzazione dei suoi spettacoli. Grazie al suo successo fuori dagli Stati Uniti, infatti, la nota azienda sportiva aveva ritenuto giusto rompere il vecchio schema del “Vogliamo solo atleti americani qui!”, accogliendo anche le culture straniere.

Nonostante Shadia non abbia ancora disputato alcun incontro e si stia solo allenando ad Orlando (Florida), sta diventando sempre più popolare nel mondo arabo come simbolo della liberazione femminile.

In alcuni Paesi arabi alle donne è ancora vietato praticare sport, mentre in altri non possono allenarsi in pubblico.

Negli ultimi anni sono giunti chiari segnali di una graduale rivoluzione. Oltre a Shadia, infatti, altre atlete come la pattinatrice emiratina Zahara Lari, la pesista emiratina Amna al Haddad e la maratoneta egiziana Manal Rostom sono ormai figure pubbliche.

Inoltre la Nike, lo scorso dicembre, ha lanciato sul mercato il “Nike Pro Hijab”, il primo leggerissimo hijab per le sportive musulmane.

Il principe arabo Mohammed bin Salman si è dimostrato favorevole alla libertà del gentil sesso concedendo alle ragazze di fare ginnastica nelle scuole pubbliche. Attualmente sta prendendo in considerazione l’idea di permettere anche alle donne di conseguire la patente.

Mentre il mondo procede nella sua evoluzione, Shadia continua ad allenarsi duramente per debuttare nella prossima stagione alla WWE. “Voglio far vedere al mondo che per le donne e le sportive arabe non ci sono più limiti”, ha dichiarato. “Per me è una grande occasione ma anche una grande responsabilità”.

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Riguardo l'autore

Mariarosaria Guido

Mariarosaria Guido

Da poco maggiorenne, è appassionata di musica, arte e ancor prima della scrittura. Ha studiato violino per circa dieci anni e si è diplomata al Liceo Artistico. Vanta numerose partecipazioni e qualche vittoria in altrettanti concorsi di poesia. Ha pronto un romanzo fantascientifico in attesa di pubblicazione. Le piace indagare e approfondire senza fermarsi alle apparenze, stare all’aria aperta e preferisce il vintage al post-modernismo. Vorrebbe collezionare vecchie macchine da scrivere e ascoltare storie nuove.

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